ezio's profile...PeOpLe ArE StRaNgE...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
November 03 Freccia Questo monologo è uno dei pezzi di cinema che più amo. Il film si chiama Radiofreccia ed è il momento in cui Freccia, nel cuore della notte, pronuncia su radio Raptus un discorso, un monologo sul "credere" o meglio il "coraggio di credere"; ed è un capolavoro. "Oggi ho avuto una discussione con un mio amico. Lui è uno di quelli bravi, bravi a credere in quello in cui gli dicono di credere. Lui dice che se uno non crede in certe cose, non crede in niente. Beh, non è vero, anch'io credo. Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che vuole l'affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe un padre e una madre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi. Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio. Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx. Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. " ![]() July 27 "Certe notti"“Certe notti” devi proprio esserci sulla quella macchina che parte senza meta, “ l’importante è sentire che va” … ad un concerto del Liga,x esempio, l’ultimo del tour 2008 chiusosi ieri sera al velodromo Borsellino in un bagno di gente che sprizzava energia da ogni lato; più di 25000 persone accorse ad acclamare forse la più importante, anzi la più importante icona del rock italiano … 2 ore intense di rock puro, un viaggio lungo i gli ultimi album che abbracciano interamente la sua splendida carriera. Una notte speciale in cui il capo chiama a raccolta la propria tribù, i propri fratelli di rock e lambrusco,il coro diventa un unico grande urlo contro il cielo, e le sue parole appaiono quasi come un conforto, una speranza da coltivare in questa Italia che i valori li ha seminati come la spazzatura di Napoli. Scorrono sul maxi-schermo gli articoli della Costituzione , tanto magnifici quanto vilipesi e offesi e “Non è tempo per noi” aleggia come una risorsa e al contempo una condanna. E mentre dal palco al immenso prato umano si distende un unico suono, la rotta x il cuore delle donne, dolore e amarezza,tra palco e realtà, mentre si balla sul mondo, sugli schermi passano i volti di quegli italiani seriamente gradi, quelli che “hanno fatto giornate che erano tutte da fare” e il rocker lancia un ultimo grido: quello di non abbandonare mai le nostre speranze, quello in cui crediamo, i nostri sogni, eper sottolineare che la vita è una ed una sola ed appartiene solo al legittimo proprietario o, al limite x dirla come Liga, “porta un po’ la tua e vediamo che succede a mescolarle un po’”… June 18 "The Lizard King"Cantante, poeta maledetto, film-maker, sciamano del rock, Re Lucertola, Dioniso
incarnato, angelo in pelle di serpente, martire di una generazione ribelle, Jim
Morrison ha rappresentato la protesta contro i valori borghesi e l'America imperialista
alla fine degli anni Sessanta. La sua parabola artistica è stato fuoco che
bruciava le convenzioni e la sua improvvisa e misteriosa morte, dopo una vita
all'insegna di eccessi di ogni genere (una vita vissuta a modo suo), ha fatto
di lui una delle icone immortali di ogni generazione, un mito trasfigurato nel regno della leggenda
("i poeti sono nell'Eternità"Blake).Jim sapeva come la strada
dell'eccesso che conduce al palazzo della saggezza sia ricca di disperazione e
disastri tanto quanto di estasi e di grande gioia; e quella disperazione non
può essere soppressa ma deve essere sperimentata, e solo allora ce ne si può
liberare. Ezio
![]() April 28 LA GENERAZIONE DEL DIGITALE: MACCHINE AL POSTO DI UOMINILa realtà in cui oggi viviamo, è profondamente mutata rispetto alla stessa di qualche decennio fa: il processo di sviluppo è ormai divenuto inarrestabile e quasi “incontrollabile”. Ciò ha comportato un’evidente miglioramento dello stile di vita, e siamo noi giovani generazioni a goderne i benefici. Esso ha radicalmente sconvolto costumi e tradizioni secolari di interi popoli a favore di una concezione sempre più “tecnologica” della vita. Non c’è dunque da stupirsi nel vedere un bambino di 6 anni intento nell’uso di un cellulare o di che altro sia e che magari questo riesca a manovrarlo con più dimestichezza rispetto ad un adulto; da anni l’uso della telefonia mobile (solo per citare uno degli esempi più noti) si è radicato nella nostra società ,una società fin troppo ricca, tanto da diventare parte integrante del costume della società stessa. D'altronde chi oggi non si trova ad avere a che fare con telefonini o strumenti elettronici di vario genere?[…] i nostri dati rimangono in mano a minuscoli apparati che quasi “regolano la nostra vita” e senza i quali la stessa risulterebbe disordinata e soprattutto faticosa. Ma , come confermano vari studi […] dietro a benefici apparenti si nascondono danni irreversibili per la nostra memoria, tanto da non riuscire a ricordare neppure il numero di casa o la data di compleanno dei familiari […]. Non si tratta di un processo di “stupidità celebrale” bensì di una nuova mentalità ,tipica del modo occidentale, in cui i giovani si rispecchiano appieno: “tanto ho il palmare …”, “tanto ho il telefonino …”, “tanto c’è il computer …”; ma allora a cosa serve il pensiero? A cosa la RAZIONALITA’? non ci si può rassegnare a vivere in un mondo in cui le macchine “pensano” al posto nostro, come nei celebri film di fantascienza. Le SCELTE sono e devono essere puramente soggettive. Se ciò non avvienesi rischia di perdere la cognizione del reale , senza sapere le scelte da operare. E purtroppo è questo quello che spesso avviene nelle fragili e suggestionabili menti adolescenziali.[…]ed è una delle fatali conseguenze dovuta soprattutto ad una società in cui appunto si perseguono ideali futili e di cui paradossalmente il giovane non riesce a farne a meno. Le generazioni a noi precedenti sono state in grado di raggiungere e realizzare obbiettivi concreti (basti pensare alla generazione del ’68) che hanno rivoluzionato l’etica e la morale di intere nazioni; anche la stessa musica del passato ,creando i MITI, ha spesso offerto un punto di riferimento e tutto ciò senza lo smoderato uso della tecnologia!Perché invece nella MIA generazione non si è in grado nemmeno di esplicare i propri sentimenti se non tramite sms o chat, senza avere il coraggio (né spesso le capacità) di sostenere apertamente le proprie idee e i propri sentimenti stessi? Quanto detto non deve essere interpretato come un opposizione all’inevitabile sviluppo della società e del mondo di cui a meno non si può fare, ne come un ‘irrinunciabile presa di posizione contro l’elettronica che senz’altro comporta numerosissimi vantaggi … deve risultare piuttosto come un monito, affinché gli aspetti vitali dell’individuo non siano gestiti (almeno interamente) dai macchinari: deve essere percepita la moderazione , un limite che impedisca di sfociare in un eccesso (peraltro vano), e che soprattutto non faccia a meno dell’INTELLETTO , per secoli esaltato dai filosofi come il dono più grande che la natura potesse offrire all’uomo.
...PeOpLe ArE StRaNgE... |
|
|||||||||||||||||||
|
|